[:it]Frequenza Cardiaca e ECG, i metodi di calcolo veloci che non conoscevi[:]

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Marzo 19, 2018 0 Di MicheleLiberatore

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Frequenza cardiaca e ECG, i metodi di calcolo veloci che non conoscevi

 

Eccoci finalmente a parlare di interpretazione dell’elettrocardiogramma, e nel parlare di interpretazione non possiamo far altrimenti che parlare anche di interpretare la frequenza cardiaca espressa dal tracciato che stiamo esaminando.

In questo articolo parleremo quindi di alcuni metodi facili per calcolare la frequenza cardiaca.

Sicuramente starai pensando che tutti gli apparecchi attualmente a disposizione nei vari ospedali o ambulatori (elettrocardiografi, monitor multiparametrici ecc ) sono in grado di misurare la frequenza cardiaca stampandola direttamente sulla carta millimetrata del tracciato.

 

Questo è vero. Ma cosa succede se per un qualsiasi motivo l’apparecchio non funziona più? Cosa facciamo se abbiamo il ragionevole dubbio la “macchina” abbia sbagliato il calcolo? Cosa facciamo se ciò dovesse accadere in emergenza?

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Ecco in questo articolo troverai la risposta a tutte queste domande.

Nello specifico parleremo dei seguenti metodi:

Il metodo 300, 150, 100;
Riferimenti dei 3 secondi;
Calcolo R-R.

 

Sebbene l’ultimo metodo, per il quale è necessario un piccolo calcolo matematico, non sia poi cosi immediato ed intuitivo come i primi due ho comunque deciso di parlarne in questo articolo.

 

Al giorno d’oggi tutti abbiamo una calcolatrice nel cellulare giusto?

 

Per prima cosa è doveroso dare una definizione di Frequenza Cardiaca.

La Frequenza Cardiaca esprime il numero di battiti cardiaci nell’arco di un minuto. Considerando un tracciato ECG, la frequenza viene misurata da un’onda R alla successiva onda R, ottenendo cosi la frequenza ventricolare e da un’onda P alla successiva onda P per determinare la frequenza atriale.
Per semplicità considereremo in questo articolo solo i tracciati in cui le due frequenza sono uguali.

Bene, iniziamo a parlare del primo metodo.

300, 150, 100

Come detto in precedenza questo è un metodo empirico tramite il quale saremo in grado di stabilire la frequenza cardiaca in modo veloce e, una volta capito il metodo, piuttosto semplice.
Per valutare la frequenza cardiaca con questo metodo basta semplicemente osservare il tracciato.

Sembra una frase banale vero? Ebbene io vi assicuro che con questo metodo sarete in grado di valutare la frequenza cardiaca in meno di cinque secondi.

Giusto il tempo di contare 300, 150, 100, 75, 60, 50.

 

La prima cosa da fare per calcolare la frequenza cardiaca con questo metodo è guardare le onde R, ed in particolar modo trovarne una che cada su di una linea marcata in neretto.

La linea marcata in neretto su cui cade una onda R sarà per noi la linea di INIZIO

Il prossimo step è contare, proprio cosi!

È importante ricordare a memoria questa successione di numeri, quindi ancora una volta contiamo, partendo dalla nostra linea di inizio, marcando la successiva linea in neretto con 300, e poi 150 e 100 per le successive due

Semplice no?
La linea in cui cade un’onda R è la linea di inizio, basta solo numerare le linee in neretto che la seguono con i numeri:

300 , 150 , 100

Proseguendo ancora con questo ragionamento, e volendo cioè continuare a numerare le linee marcate in neretto continuiamo con le cifre 75, 60 e 50.

Quindi ricapitolando Linea di inizio, poi 300, 150, 100 e ancora 75, 60 e 50.

Anche in questo caso è importantissimo ricordare a memoria le cifre.

Facile vero? Abbastanza intuitivo no?
Per favore vi invito a ripetere ancora i due gruppi di tre cifre.

 

A questo punto passiamo allo step successivo, ed anche definitivo per questo metodo che ci permetterà di valutare la frequenza cardiaca.

Trovata un’onda R che cade su di una linea d’inizio marcata in neretto bisogna poi identificare la successiva onda R.

Infatti, senza l’utilizzo di calcoli matematici, il punto in cui cade la seconda onda R costituisce la frequenza.

Se l’onda R cade sulla linea del “75” allora la frequenza cardiaca sarà 75 battiti al minuto.

 

Perciò conoscendo i gruppi di tre cifre “300,150,100” e “75,60,50” siete ora in grado di guardare un tracciato eECG e di determinarne immediatamente la frequenza.

 

Un consiglio, separare le cifre nei su detti gruppi di tre aiuta a ricordarli più facilmente.

Quindi ricapitolando, per valutare la frequenza cardiaca con questo metodo dovete:

 

 

– Identificare un’onda “R” che cade su una linea in neretto, “Inizio”;
– Numerare le successive linee in neretto con le cifre 300,150, 100 e poi 75,60,50;
– Identificare la successiva onda “R”;
– Determinare quindi la frequenza Cardiaca nel punto in cui cade la seconda onda “R” rispetto alle linee in neretto precedentemente numerate.

 

Niente calcoli matematici, metodo semplice, veloce e intuitivo.

Adesso quattro piccoli esempi con cui esercitarsi

( i risultati li troverete più avanti cliccando nella sezione di esercitazione, provate a trovare la frequenza cardiaca per ognuno di questi esempi con il metodo appena imparato ).

 

Come sicuramente avrete capito qualsiasi onda può essere utilizzata per determinare la frequenza cardiaca, come nell’esempio B dove utilizzeremo la onda “S”.

Le suddivisioni delle linee più sottili possono sicuramente aiutare a determinare la frequenza cardiaca in maniera più precisa, ma memorizzare questa immagine è sicuramente poco pratico. Per questo ho deciso di inserire un pratico regalo in questo link.

 

Sono sicuro che a questo punto sorge una domanda spontanea.
Come faccio a calcolare la frequenza cardiaca più bassa dei 50 battiti al minuto?

 

A questa domanda risponderò andando ad illustrarvi il secondo metodo trattato in questo articolo, e cioè il metodo dei riferimenti dei tre secondi.

Riferimenti dei tre secondi

Questo è anch’esso un metodo empirico, facile ed intuitivo e, come per il metodo precedentemente affrontato, basteranno pochi secondi per individuare la frequenza cardiaca.

Come detto prima questo metodo risulterà molto utile quando la frequenza cardiaca è bassa, cioè nelle Bradicardie.

Infatti nonostante il primo metodo permetta di calcolare frequenze per un’ampia gamma e cioè dai 300 ai 50 battiti al minuto, non è in grado di poter dare una stima delle Bradicardie.

 

Per poter utilizzare questo metodo è necessario prendere un tracciato ECG e porre l’attenzione ad un particolare che è sotto gli occhi di tutti ma che, sono sicuro, fino ad ora non ti sei mai chiesto a cosa serva.

 

Ebbene, al margine superiore di tutti i tracciati ECG sono presenti dei piccoli trattini verticali. Spesso si possono trovare al loro posto un punto un cerchio o un triangolo, ma vi assicuro che il loro significato è esattamente lo stesso.

Queste tacche esprimono il riferimento dei tre secondi. Infatti due tacche racchiudono un intervallo di tre secondi

Bene al fine di identificare la frequenza cardiaca dobbiamo ora fare il seguente ragionamento.
Se due tacche racchiudono uno spazio di tempo di tre secondi, allora nell’arco di tre tacche abbiamo un tracciato ECG della durata di sei secondi.

Ricordiamo che la frequenza cardiaca esprime il numero di battiti cardiaci nell’arco di un minuto.

Un minuto, cioè sessanta secondi.

Quindi la striscia di sei secondi contiene il tracciato ECG di un decimo di minuto.

Consideriamo ad esempio il tracciato che va da un’onda “R” alla successiva onda “R”, questa lunghezza corrisponde a quella del ciclo cardiaco.

 

Adesso contiamo il numero di cicli presenti all’interno di una striscia di sei secondi.

Riflettiamo insieme su quanto scoperto finora

– Dieci strisce di sei secondi equivalgono ad una registrazione di un minuto;
– Il numero di cicli per minuto corrisponde alla frequenza cardiaca.

Quindi il numero di cicli ottenuto nella striscia di sei secondi moltiplicato per dieci corrisponde alla frequenza cardiaca. Semplice vero?

Riassumendo:

In caso i Bradicardie la cosa da fare sarà:
– Trovare una striscia sei secondi;
– Contare il numero di cicli presenti in questa striscia;
– Moltiplicare tale valore per dieci ottenendo così la frequenza cardiaca.

Se in una striscia di sei secondi sono presenti 5 cicli allora:
5×10= 50
La frequenza cardiaca sarà pari a 50.

Adesso tre facili esempi per allenarsi con questo metodo

(più avanti troverete le soluzioni)

P.S. Questo metodo risulta essere anche molto utile nel calcolo della frequenza cardiaca media nei ritmi irregolari.

 

Vi ricordo inoltre di scaricare il mio regalo in questo link

 

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Calcolo R-R

Come già detto all’inizio di questo breve articolo, questo terzo ed ultimo metodo è un po’ diverso dagli altri due, nel senso che in questo caso bisogna fare un piccolo calcolo, ma vi assicuro che è un calcolo banale e semplicissimo. Per chi volesse si può usare benissimo la calcolatrice del cellulare.

 

Come ben sapete la frequenza viene misurata da un’onda “P” alla successiva onda “P” o ad esempio da un’onda “R” alla successiva “R”. Consideriamo ora solo due onde e quindi misurare la durata in tempo tra di loro.

 

 

 

Quindi a questo punto dovemmo contare i millimetri presenti tra due onde R, o possiamo usare una riga o un righello o delle carte apposite per la lettura dell’ ECG da mettere nella tasca della divisa.

Nell’esempio qui sopra tra due onde R ci sono 4 quadrati grandi e poi 1mm a destra e 1mm a sinistra.

Quindi abbiamo
– 4 x 0,2 = 0,8 sec
– 2mm = 0,08 sec
– Totale di  0,88 secondi.

L’ultima semplicissima cosa da fare è dividere il numero 60 per il tempo trovato.

In questo caso la frequenza cardiaca sarà:

60 / 0,88 = 68 bpm.

 

Allora ricapitoliamo il tutto, in questo articolo abbiamo parlato di calcolo della frequenza cardiaca, specificando tre diversi metodi, rapidi veloci ed intuitivi.

 

– Il metodo 300,150,100;
– Il metodo dei riferimenti dei tre secondi;
– Il calcolo R-R.

 

Vi ricordo inoltre che potrete scaricare a questo link e in modo completamente gratuito la

Spero che questo articolo vi sia piaciuto e soprattutto che vi sia utile.
Vi invito a condividere l’articolo a mettere mi piace sulla mia pagina Facebook.

 

N.B. Cliccando al link qui di seguito potrete accedere alla sezione gratuita di esercitazione e troverete anche i risultati degli esercizi presenti nell’articolo.

 

 

 

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