Trapianto di cellule pancreatiche per dire addio alla terapia Insulinica

Trapianto di cellule pancreatiche per dire addio alla terapia Insulinica

Maggio 23, 2018 0 Di MicheleLiberatore

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Trapianto di cellule pancreatiche per dire addio alla terapia Insulinica.

 

Il trapianto di isole di Langerhans si propone di reintegrare la secrezione endogena di insulina nel paziente diabetico di tipo 1 che ha perduto in modo definitivo questa funzione del pancreas nativo.

Le isole del Langerhans, che contengono le cellule in grado di secernere l’insulina (betacellule), costituiscono una minima parte dell’intero tessuto pancreatico, mentre la maggior parte del suo volume è composto dalla componente esocrina, che ha la specifica funzione di secernere le amilasi, enzimi fondamentali per la digestione degli alimenti. Questa componente del pancreas nel paziente diabetico funziona normalmente e, quindi, non è indispensabile trapiantarla.

Il trapianto di isole si pone l’obiettivo di trapiantare solo quella parte del pancreas che è delegata alla produzione di insulina, riducendo al minimo il tessuto da trapiantare e i rischi legati all’intervento chirurgico.

Il trapianto

Il trapianto di isole viene eseguito partendo dal pancreas di un donatore umano. Il pancreas, dopo essere stato prelevato, viene inviato al laboratorio deputato all’isolamento dove è sottoposto a una procedura complessa, prima di digestione e poi di purificazione, che ha l’obiettivo di separare le isole che serviranno per il trapianto dalla componente esocrina, che invece sarà eliminata. Durante questa procedura, si cerca di mantenere le isole vitali (…) 

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I criteri del trapianto

criteri di inclusione più importanti sono i seguenti:

  • la durata del Diabete Mellito tipo I (insulino-dipendente) superiore a 5 anni,
  • l’età compresa tra i 18 e i 65 anni (non c’è indicazione per il momento in età pediatrica e adolescenziale),
  • lo scompenso glicemico persistente anche dopo lunghi periodi di terapia insulinica intensiva e di stretti controlli della glicemia capillare,
  • la presenza di numerosi episodi di ipoglicemia non avvertita o di episodi di iperglicemia accompagnati da chetoacidosi, condizionanti frequenti ricoveri ospedalieri,
  • la rapida progressione di complicanze croniche quali la neuropatia e la retinopatia.

Altrettanto importanti sono i criteri di esclusione:

  • la nefropatia diabetica con alterazione degli indici di funzione renale;
  • il fumo di sigaretta (rappresenta un fattore di rischio significativo per alcuni tumori se associato alla terapia immunosoppressiva);
  • la presenza di gravi patologie cardiache;
  • il progetto di gravidanza per le donne in età fertile (non tutti i farmaci usati come immunosoppressori sono sicuri per il feto).

 I risultati

Secondo i dati riportati dalla letteratura internazionale, i risultati di questo tipo di trapianto, in continua evoluzione, sono incoraggianti al momento attuale: complessivamente il 90% dei soggetti trattati raggiunge un buon compenso metabolico, con    (…)

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